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Abbiamo atteso qualcosa come sei anni, tanti quanti
ne ha impiegato questo project a diventare realtà: ma ne è
valsa la pena. Aldo Giuntini è un chitarrista cha ha mosso
i primi passi all'inizio della scorsa decade ma, alla fine, ha deciso
di partire con questa band, cercando le persone adatte e trovandole.
In primis nel singer Charles Bowyer, londinese. Cosi ecco "Vol.
I", un heavy rock con contatti nell'Aor, nel rock di classe,
suonato ottimamente da una band preparatissima. dove la sei corde
di Aldo può giostrare e divertirsi come vuole. dai riff ai
buoni solos. È subito elettricità sin dall'iniziale
"The Price of Love" al crescendo di Make Me Feel So Good.
In ogni song, comunque, il tocco in più lo dà proprio
Aldo con il suo gusto musica le di assoli veloci e melodici.
La malmsteeniana "When The Dream Has Died" è forse
il brano più intenso dell'album.
Inoltre, tre strumentali come l'inquietante e cadenzata "2099",
"Diablo Plays Bach" elegante omaggio a Johann Sebastian,
e l'altrettanto bella "S.W.". Registrato benissimo, senza
sbavature particolari. questo primo volume è un lavoro di sicura
caratura europea, sicuramente uno dei migliori lavori mai concepiti
in Italia. E se proprio vogliamo trovare un difetto grave diciamo
che Aldo è tifoso dell'inter: ognuno ha le sue colpe! (fm) |
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